26 Luglio 2017

Il 26 luglio doppio appuntamento serale con la danza al MUNDA

Una serata interamente dedicata alla danza, e non solo. Perché ci consentirà di apprezzare da vicino l'arte di Gino Sabatini Odoardi, artista poliedrico, ma con solidi riferimenti all’arte concettuale.  A proporla il GRUPPO e- MOTION, nell'ambito de I cantieri dell'Immaginario.

Alle ore 21.30 nella splendida cornice del Museo nazionale d’Abruzzo E-Motion metterà in scena “In- Habit” e a seguire nel piazzale antistante al MUNDA “Satura…si”.

Prenotazione obbligatoria al 339 5838563


Una serata interamente dedicata alla danza, e non solo. Perché ci consentirà di apprezzare da vicino l'arte di Gino Sabatini Odoardi, artista poliedrico, ma con solidi riferimenti all’arte concettuale.  A proporla il GRUPPO e- MOTION, compagnia di danza contemporanea con sede a L’Aquila, unica realtà di produzione della danza in Abruzzo finanziata dal Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo. Alle ore 21.30 in scena In-Habit, prodotto da GRUPPO e-Motion, per I Cantieri dell'Immaginario. Lo spettacolo nasce da un’idea di Francesca La Cava, coreografa e direttore artistico del GRUPPO e-Motion, che si sviluppa attraverso un’accurata indagine sul concetto di “muro”; sull’esigenza sempre più presente nell’essere umano di creare e crearsi barriere, difensive spesso, ma al contempo estranianti, escludenti. Da questa attitudine (habit, abitudine) umana di edificare “per lasciare tracce” come sosteneva W. Benjamin e dunque di “abitare” (Inhabit) segnando al contempo un confine con il mondo e le persone, si è sviluppato il senso di In-habit che corrisponde all’abitudine di abitare luoghi, spazi e corpi: un viaggio artistico multidisciplinare che contiene non solo diverse culture ma anche e soprattutto diversi e rigenerati sguardi dell’arte contemporanea (e nello specifico dell’arte concettuale) della musica e dell’arte performativa che interagiscono tra di loro dando vita ad un nuovo rapporto con lo spazio e i confini, i luoghi e il corpo, apertura percettiva al mondo, veicolo stesso dell'essere al mondo. La drammaturgia è di Anouscka Brodacz(docente di regia e drammaturgia all’Accademia Nazionale di danza) che ha accompagnato il percorso di ricerca dell’interprete;ideazione e installazione scenica di Gino Sabatini Odoardi, musica di Lorenzo e Federico Fiume (Resiliens). I costumi sono di  Maria Grazia Cimini, il disegno luci di  Michele Innocenzi e la coreografia e interpretazione di Francesca La Cava. Residenze: Spazio Matta progetto Corpografie e Florian Metateatro.

 

Lo spettacolo si sviluppa e si snoda attorno alla installazione scenica ideata e realizzata da Gino Sabatini Odoardi, che ha al suo attivo un nutrito curriculum di mostre importanti, personali e collettive. Si è diplomato al Liceo Artistico di Pescara e successivamente in Pittura all’Accademia di Belle Arti di L’Aquila discutendo una tesi in Estetica sulla fenomenologia del “Silenzio” con Massimo Carboni.

Tra i suoi "incontri" più significativi Mauri e Carmelo Bene.

 

Nel 2010 è uscito il grande volume monografico che raccoglie gli ultimi 15 anni del suo lavoro e curato da Francesco Poli e Massimo Carboni nelle ed. Logos. Nel 2011 è invitato alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte LA BIENNALE DI VENEZIA. Un artista a tutto campo, che il pubblico potrà apprezzare in occasione dello spettacolo, dove danza e installazione scenica si compenetrano.