27 Luglio 2017

Dal 26 al 28 luglio il teatro sensoriale. Teatrabile porta in scena lo spettacolo itinerante “Colomba” dal romanzo di Dacia Maraini

Da mercoledì 26 a venerdì 28 luglio I Cantieri dell’Immaginario aprono le porte al teatro sensoriale.

Andrea Paolucci del Teatro dell’Argine sarà a L'Aquila per curare, insieme ad altri quattro registi - Antonio Silvagni e Stefania Evandro (Teatro Lanciavicchio), Mario Fracassi (Florian Teatro - Classe Mista) ed Eugenio Incarnati (Teatrabile) - la messinscena di Colomba, spettacolo ispirato all'omonimo romanzo di Dacia Maraini, organizzato dall'Associazione Culturale Teatrabile, nell'ambito del progetto I Cantieri dell'Immaginario

Lo spettacolo, che si svolgerà in gruppi di trenta persone (prenotazione obbligatoria al 329 6777332) è previsto mercoledì 26 luglio alle ore 18, con repliche giovedì 27 luglio alle ore 19 e venerdì 28 luglio di nuovo alle ore 18.


Da mercoledì 26 a venerdì 28 luglio I Cantieri dell’Immaginario aprono le porte al teatro sensoriale.

Andrea Paolucci del Teatro dell’Argine sarà a L'Aquila per curare, insieme ad altri quattro registi - Antonio Silvagni e Stefania Evandro (Teatro Lanciavicchio), Mario Fracassi (Florian Teatro - Classe Mista) ed Eugenio Incarnati (Teatrabile) - la messinscena di Colomba, spettacolo ispirato all'omonimo romanzo di Dacia Maraini, organizzato dall'Associazione Culturale Teatrabile, nell'ambito del progetto I Cantieri dell'Immaginario.

Lo spettacolo, che si svolgerà in gruppi di trenta persone (prenotazione obbligatoria al 329 6777332) è previsto mercoledì 26 luglio alle ore 18, con repliche giovedì 27 luglio alle ore 19 e venerdì 28 luglio di nuovo alle ore 18.

Unendo diversi stili e linguaggi, i cinque registi costruiranno un unico percorso che si articolerà nei vicoli di L'Aquila, tra Piazza San Pietro, via Roma e Arco Capro, andando alla ricerca del "senso" della città e della "civiltà". Nasce così, inaspettatamente, una relazione tra la sparizione della protagonista, Colomba, e i vicoli de L'Aquila, il cui ricordo è quasi dissolto nei meandri della memoria. Il racconto ci conduce per mano finché Colomba sarà ritrovata e i vicoli si coloreranno (dopo otto anni di silenzio) di nuovi ricordi.

Il progetto artistico è curato da Eugenio Incarnati, mentre la supervisione del testo è affidato alla stessa Dacia Maraini.